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giovedì 16 agosto 2018

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GUIDA TURISTICA

La Chiesa Parrocchiale

La Chiesa Parrocchiale


Fra le Alpi, l'Appennino ed il Mare Adriatico giace la più ridente, la più fertile vallata che si possa immaginare: la Pianura Padana. Ed è proprio all'estremo nord-ovest di questa pianura che sorge ALICE CASTELLO, adagiato in una conca fra due colline ( Bric delle Massocche e Bric della Vigna), che lo circondano verso ovest e verso nord a forma di due ali. Da sud-ovest a nord fa corona la catena delle Alpi, tra cui si distinguono, bellissime, le cime del Monviso a sud-ovest e del Monte Rosa a nord, mentre a sud est si stagliano all'orizzonte le colline del Po ed ad est lo sguardo si perde nella distesa della pianura padana. In un documento del 9 Ottobre 1740 risulta inoltre che egli riscontrò che essa era ormai insufficiente a contenere i parrocchiani.La comunità alicese decise di provvedere ad edificarne una nuova. Il 25 gennaio 1738 il Consiglio Comunale in occasione del passaggio del Marchese di Ormea gli fece presente, per mezzo dell'Abate Pastoris, la necessità di una nuova chiesa e di aiuti finanziari per la sua costruzione e lo prego di rendersi mediatore di una supplica presso il Regio Senato affinchè concedesse dei sussidi. Ma i sussidi non arrivarono. Nel 1741, il sindaco per mezzo del Consiglio deliberò di chiedere al Regio Senato, di poter costruire una nuova chiesa sull'area occupata dalla antica chiesa e da altri fabbricati diroccati adiacenti.Si pensò al progetto. Il primo disegno fu di una semplice trasformazione della Chiesa antica e fu eseguito dal capo mastro Giorgio Caro su ordine dell'Intendente, Conte S.Martino. Un altro disegno a tre navate fu presentato dal capo mastro Giovanni Battista Laurenti. Nel frattempo venne invitato anche l'ingegnere Francesco Gallo da Mondovì a portarsi ad Alice e prendere i dati necessari a presentare un suo progetto. A consigliare tale iniziativa fu l'abate dei canonici lateranensi che si adoperò per far accettare il progetto. Lo stesso fu ritirato dal Sindaco Pietro Francesco Saluzzola il 20 luglio 1743 e fu pagato lire 120 di Piemonte. I lavori iniziarono nel 1745. Tutto il popolo di Alice offrì la sua manodopera. In paese furono costruiti i mattoni. Si continuarono le funzioni nella chisa vecchia fino al 1749. Il 9 giugno di qull'anno il Vescovo di Ivrea permise il trasporto delle funzioni nella vicina Chiesa della Confraternita. I lavori furono interrotti per qualche anno e poi ripresi. Nel 1755 fu allestito il tetto, poi si prepararono le pietre di gassino per la facciata (come da progetto). Nel 1760 la Chiesa Parrocchiale fu portata a termine. A questo punto sorse una vertenza tra la Comunità di Alice e L'abbazia di Sant'Andrea per contribuire alle spese di edificazione della nuova chiesa.Da un rapporto alla Segreteria di stato dell'Intendente di Vercelli del 9 agosto 1763 si apprende di un ricorso degli Alicesi contro l'Abbazia, onde obbligarla alla restituzione di tutta o parte delle spese. Il 22 ottobre 1764 l'Abbazia rimetteva il Patronato alla Comunità di Alice componendo così la vertenza.Venne assegnato ad Alice un prevosto del clero diocesano; il primo fu Don Giovanni Giuseppe Roatti da Volpiano che prese possesso il 24-4-1765 e morì il 15-1-1794 e, per concessione particolare, fu seppellito nell'atrio della Chiesa Parrocchiale ( tra le due porte della chiesa )Il Segretario comunale, Caldera, l'8 febbraio 1765 dichiaro che la Comunità di Alice Vercellese aveva fatto fabbricare " a suo costo una nuova chiesa parrocchiale spendendo Lire 26769, 15 soldi e 4 denari. La nuova chiesa venne aperta al culto il 6 Dicembre 1764, il giorno della festa del Santo Patrono, S. Nicola da Bari. Il 27 Settembre 1767 Monsignor Lucerna Rorengo di Rorà, vescovo di Ivrea, consacrò la nuova chiesa e l'altare maggiore di S. Nicoalo nel quale incluse le reliquie di S. Concordio e di S. Tranquillo. Il vescovo definì la nuova costruzione " chiesa magnifica ". Il 19 Aprile 1827 fu affidata l'opera di stuccatura della chiesa allo stuccatore e marmoreggiatore Pietro Paolo Gallo, nato e residente a Mongrando. Il lavoro fu ultimato nel 1829.





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