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mercoledì 24 gennaio 2018

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GUIDA TURISTICA

L'evo antico

PREISTORIA
Le origini di Alice sono molto antiche: presumibilmente esisteva in questi luoghi un centro abitato già oltre duemila anni fa. Ma popolazioni molto primitive fissarono la loro dimora nel nostro territorio in epoche assai più remote; lo confermano gli oggetti e i resti di palafitte ritrovate recentemente lungo le sponde del lago di Viverone. Si trattava di piccole comunità di uomini dediti alla pesca e alla caccia, che cercavano riparo costruendo le abitazioni in mezzo alle paludi e che si servivano di strumenti ed armi rudimentali. Sapevano modellare molto bene le creta del luogo traendone vasi e utensili di squisita fattura che poi cuocevano in apposite fornaci.

LE PRIME POLOLAZIONI
Verso il 1400 a.C. giunsero dalla lontana Libia delle popolazioni che, per essere state sconfitte e scacciate dalla loro terra, erano in cerca di una nuova patria. Un gruppo libici si stanziò nel Vercellese e, secondo alcuni storici, da essi si staccarono gli Ittumuli o Ittimuli che abitavano la zona compresa tra Santhià, il Canavese, il Biellese e il torrente Elvo. Alcuni storici fanno invece derivare gli Ittimuli dagli antichi Liguri che dai paesi costieri si spinsero nel Piemonte fin oltre il Po. Più volte il territorio fu invaso dai Celti o Galli che venivano dalle Alpi e più precisamente dalla tribù celtica dei Salluvi o Salassi, fieri apligiani stanziati nei monti biellesi e valdostani.

GLI ETRUSCHI
Dall'Italia centrale verso il 1000 a.C. vennero invece gli Etruschi che si fermarono poco tempo nel nostro territorio, ma che lasciarono l'impronta della loro civiltà già molto evoluta nei confronti di quella degli altri popoli del tempo.Pare infatti che il nome stesso del paese derivi dall'etrusco "Alexus", latinizzatosi poi in Alex, Alice. Anche Zanca, nome di una via e di una località dell'abitato, pare che abbia origine etrusca; deriverebbe infatti da Sango, padre del dio Sabino, (presso gli antichi le regioni prendevano spesso nome dalle divinità).La particolare ubicazione del nostro paese, nel preciso punto ove i sistemi collinari morenici a ridosso della Valle d'Aosta terminano e inizia la pianura aperta verso Vercelli e la Padania, ha favorito il sorgere e lo sviluppo di una comunità. Non solo, ma essa costituì una terra di conquista per le prime popolazioni italiche.

I ROMANI
Nel 232 a.C. il console romano MARCO CLAUDIO MARCELLO vinse gli Ittimuli e li soggiogò; nel 34 vennero domati anche i Salassi per opera di Terenzio Varrone. Le popolazioni vennero poi tutte ammesse alla cittadinanza romana e si ebbe un periodo di pace duratura accompagnata da grande prosperità. Nell'epoca romana esisteva una grande arteria che univa Vercelli a Ivrea e si collegava alla via delle Gallie che attraverso i passi del Grande e Piccolo San Bernardo, conduceva rispettivamente in Svizzera e in Francia. ..... Il nostro paese ne era interamente attraversato.... E' da notare che l'attuale strada provinciale Santhià-Alice è in buona parte costruita sull'antica via romana.

LA CONVERSIONE AL CRISTIANESIMO
Gli storici non hanno ancora potuto stabilire con certezza quando e da chi sia stato introdotto il cristianesimo nel Vercellese: c'è chi asserisce che sia stato San Pietro, altri pensano San Barnaba, compagno e seguace di San Paolo. Tuttavia la conversione della maggior parte della popolazione avvenne verso la metà del 300 per opera di Sant'Eusebio





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