Comune di Alice Castello - Provincia di Vercelli - Piemonte

lunedì 19 febbraio 2018

Navigazione del sito

Percorso di navigazione

Ti Trovi in:   Home » Guida turistica » L'epoca comunale

Stampa Stampa

GUIDA TURISTICA

L'epoca comunale

I COMUNI
Intanto verso l'anno 1000 in molte citta' dell'Italia settentrionale e centrale si verificarono dei fatti che poco alla volta portarono via a profondi mutamenti nell'ordinamento della societa' e si arrivo' alla formazione dei comuni. Queste citta', e tra esse Vercelli, che avevano perso importanza nell'epoca del pieno trionfo del regime feudale, ripresero vita: si rafforzarono le attivita' artigianali e gli scambi commerciali, la popolazione aumentavo' perche' tendeva ad abbandonare le campagne, la cerchia delle mura venne maggiormente potenziata e fortificata. Il dominio del vescovo si faceva sempre meno rigido e emergevano e facevano sentire sempre piu' il loro peso nella vita cittadina nobili e persone arricchitisi con l'industria e il commercio. Gli abitanti della citta', organizzati in un associazione, tendevano piano piano ad assumere ed esercitare le funzioni amministrative e di governo che prima aspettavano al vescovo. A Vercelli ogni volta che un nuovo vescovo prendeva possesso, la Credenza (cioe' la rappresentanza comunale) gli porgeva omaggio, cioe' di dichiarava vassalla e riceveva in cambio l'investitura della giurisdizione. Il vescovo si riservava solo il diritto di giudicare in grado di appello. La giurisdizione di Vercelli comprendeva non soltanto gli abitanti della citta' e dei sobborghi, ma anche quelli delle corti e di tutti i luoghi compresi nell'investitura stessa. Alice, nei documenti dell'epoca, e' denominata spesso corte: cio' puo' significare che, con l'avvento della civilta' comunale, i piu' facoltosi dei suoi abitanti erano considerati consoci del comune di Vercelli e non sudditi. Risulta infatti che Alice ebbe nel comune stesso i suoi rappresentanti che firmavano regolarmente i trattati di difesa e di offesa. Nel trattato di pace tra Vercelli e Bonifacio, marchese del Monferrato (13 Giugno 1199) si legge che non si fara' mai nulla contro i "castellanos Alicis". Inoltre nel documento concernente l'accordo tra i comuni di Vercelli e di Ivrea (28 Gennaio 1231) circa il commercio e la terra di Piverone, approvato dalla "gran credentia in palatio comunis vercellorum", tra i firmatari figura Jacobus da Alice (Arch. di Ivrea).

IL BORGO D'ALICE E LA CONTESA CON L'ABBAZIA
Verso la fine del secolo XIII i nostri antenati vissero un momento particolarmente difficile e delicato. A quell'epoca nelle terre della giurisdizione de Vercelli erano incominciati a sorgere alcuni Borghi franchi, prima fra tutti, Trino. Nel 1270, il 17 Marzo, gli uomini di Alice, Meolo, Areglio, Erbario e Clivolo fecero ricorso alla Credenza di Vercelli per la formazione di un Borgo franco. Nel Borgo franco si sarebbero riuniti tutti gli abitanti di detti luoghi, percio' si chiedeva alla Credenza che venisse priobito a chiunque che non fosse un antico signore del luogo (per Alice gli Avogadri, i canonici di Sant'Andrea e i Bondoni) di continuare ad abitare nei vecchi villaggi. La Credenza diede la sua approvazione, sopratutto perche' il nuovo borgo, che si trovava quasi ai confini del Canavese, poteva servire come baluardo agli attachi nemici. Ma a questo punto nacque una controversia che si trascino' per parecchi anni e ostacolo' non poco la formazione del Borgo franco. Buona parte delle terre di Alice, nonche' case e castello, appartenevano a ll'abbazia di Sant'Andrea che si oppose all'erezione del borgo con atto datato 17 Marzo 1270. Il 18 Maggio nella chiesa di Alice si ebbe la pubblicazione del decreto del Vescovo nel quale dichiarava che sarebbero incorsi nella scomunica tutti quegli uomini dell'abbazia che fossero andati ad abitare nel nuovo borgo o che avessero prestato il loro aiuto per la sua edificazione. Il 15 Giugno le Credenza di Alice si dichiaro' disposta ad aderire alla formazione del borgo purche' lo consentissero Filippo Avogadro e l'abate di Sant'Andrea- ma il 12 Luglio l'arcidiacono Capitolo Eusebiano, su instanza dell'abbazia, dichiararono scomunicati tutti coloro che fossero andati ad abitare nel Borgo. In seguito vi furono interventi dell'Archivescovo Acquense e del Papa stesso il quale incarico' il vescovo d'Ivrea, alla cui diocesi apparteneva Alice, di risolvere la controversia (1274). La Credenza di Vercelli di conseguenza emano' una determinazione per cui nessuno piu' sarebbe stato costretto ad abbandonare il suo domicilio per andare ad abitare nei Borghi franchi.

DAL COMUNE ALLA SIGNORIA
Verso la fine del XIII e all'inizio del XIV secolo le lotte interne di partiti e di classi sociali che agitavano i Comuni causarono la crisi delle istituzioni comunali che, seguendo una genesi naturale, porto' fatalmente alla formazione delle Signorie. Il capo di un partito vittorioso fu in grado di occupare a poco a poco le cariche piu' importanti rendendole ereditarie. Nacquero cosi' molte Signorie, prima nelle citta' dell'Italia del Nord, piu tardi in quelle del centro.

I VISCONTI
In Lombardia la Signoria dei Visconti aveva raggiunto una importanza e un'estensione ragguardevoli; in Piemontesi contendevano il primato di potenza il marchesato del Monferrato e la contea dei Savoia. Matteo Visconti, che era riuscito a farsi nominare Vicario imperiale, nel 1315 fece annettere all Signoria milanese Vercelli e il contado, nel quel naturalmente era compresa Alice. Alice rimase sotto il dominio dei Visconti per quasi 50 anni.

I SAVOIA
Amedeo III di Savoia, dalla forte personalita' e dal chiaro valore militare, che alla sua ascesa al trono aveva trovato lo stato in condizione di grande debolezza, dedico' tutte le sue energie e la sua sagacia ad aumentare la potenza e l'importanza delle contea e a ingrandire il territorio. Ad Alice in quel periodo continuarono ad esserci come feudatari i signori De Bondonis, di sui si conserva un atto di investitura datato 1462; tale famiglia si estinse nel 1582 con Giovanni che lascio' due figlie Anna e Antonia. Nel 1471 il duca di Savoia concedette terreni a Lodovico Valperga di Masino e nel 1561 si ebbe un nuovo infeudamento a favore dei conti di Masino. Questa famiglia continuo' poi ad esercitare i suoi diritti feudali su Alice fino a tutto il secolo XVIII.





Riferimenti del comune e Menu rapido


Comune di Alice Castello, Via Italia, 29
13040 Alice Castello (VC) - Telefono: +39 0161/90113 Fax: +39 0161/90868
C.F. 00317490027 - P.Iva: 00317490027
   E-mail certificata: alice.castello@legalmail.it